La lampada di Wood è un dispositivo diagnostico che emette luce ultravioletta (UV) a onda lunga, tipicamente nella gamma da 320 a 450 nm, con un picco di emissione intorno ai 365 nm. Quando questa luce UV invisibile colpisce determinate molecole organiche presenti sulla pelle o sui capelli, queste molecole assorbono l'energia e la riemettono immediatamente a una lunghezza d'onda maggiore, visibile. Questo fenomeno è chiamato fluorescenza. I diversi colori di fluorescenza prodotti da varie sostanze, come i sottoprodotti metabolici dei funghi o pigmenti specifici, consentono ai medici di rilevare e diagnosticare in modo non invasivo una serie di patologie.
Quali infezioni possono essere diagnosticate con una lampada di Wood?
La lampada di Wood aiuta a rilevare alcune infezioni fungine, batteriche e da lieviti perché alcuni microrganismi o i loro sottoprodotti emettono fluorescenza se esposti alla luce UV. Alcuni esempi includono:
• La tinea capitis causata dalle specie Microsporum può presentare una fluorescenza blu-verde.
• La pitiriasi versicolor può presentare una fluorescenza giallo-arancione causata da Malassezia.
• L'eritrasma, causato dal Corynebacterium minutissimum, presenta una fluorescenza rosso corallo.
• Le infezioni da Pseudomonas possono apparire di colore verde brillante.
Molte porfirine sono fluorescenti alla luce UV. In condizioni come la porfiria cutanea tarda, si può osservare una fluorescenza rosa o rosso-arancio nelle porfirine presenti nella pelle, nel sangue, nelle urine o nelle feci. Questo rende la lampada di Wood un utile strumento di screening aggiuntivo.

Quali disturbi della pigmentazione cutanea possono essere rilevati?
Uno degli usi principali della lampada di Wood è la valutazione dei disordini della pigmentazione. Ad esempio, nella vitiligine, le aree prive di melanociti appaiono nettamente delineate e mostrano una fluorescenza bianco-bluastra, consentendo una mappatura precisa della pelle interessata. Nel melasma, la lampada aiuta a determinare se l'eccesso di pigmento si trova nell'epidermide o nel derma più profondo. Il melasma epidermico appare più evidente sotto la luce UV, mentre il melasma dermico appare grigio-blu. La lampada di Wood è utile anche per altre condizioni ipopigmentate, rendendone i contorni più chiari e facili da valutare.
Quali sono le differenze tra le lampade Wood IBOOLO DE-215 e DE-315 ?
La principale differenza tra l' IBOOLO DE-215 e il DE-315 risiede nelle diverse modalità di illuminazione. Il DE-215 offre due modalità di illuminazione: luce bianca e luce UV a 365 nm. La luce bianca è utilizzata principalmente per esaminare i dettagli superficiali della pelle, mentre la luce UV a 365 nm è impiegata soprattutto per l'osservazione di micosi e disturbi della pigmentazione. Il DE-315, al contrario, offre due modalità di illuminazione: luce UV a 365 nm e luce UV a 405 nm. La luce UV a 405 nm è destinata principalmente all'imaging a fluorescenza quando si utilizza l'ALA, in particolare per evidenziare il carcinoma basocellulare o la cheratosi attinica. L'altra applicazione più comune e diffusa della luce a 405 nm è la visualizzazione delle porfirine prodotte dal Cutibacterium acnes. Queste porfirine emettono una fluorescenza rosso-arancio o rosso mattone sotto illuminazione a 405 nm.


Come si esegue e si interpreta un esame con la lampada di Wood ?
Prima di iniziare un esame con la lampada di Wood, i pazienti devono essere informati di non applicare prodotti topici, cosmetici o creme sulla zona da esaminare, poiché queste sostanze potrebbero contenere componenti fluorescenti che possono interferire con i risultati, causando falsi positivi o falsi negativi. Il requisito principale per l'esame è posizionare la zona in un ambiente completamente buio (ogni lampada di Wood IBOOLO acquistata include una copertura in tessuto nero in omaggio). Durante la procedura, il medico deve tenere la lampada di Wood a circa 10-15 centimetri dalla superficie cutanea, osservando attentamente eventuali alterazioni di colore anomale. È essenziale che, poiché la lampada di Wood emette luce ultravioletta, i pazienti chiudano gli occhi durante l'esame del viso e che l'esaminatore indossi occhiali protettivi per garantire la sicurezza degli occhi.
Inoltre, il tempo di osservazione deve essere ridotto al minimo, completando in genere la scansione rapida e l'osservazione entro 60 secondi, per garantire la sicurezza del paziente, ridurre al minimo l'esposizione ai raggi UVA ed evitare il rischio di potenziali reazioni fototossiche o ustioni in soggetti fotosensibili.
Quale futuro per l'uso della lampada di Wood?
Le tecnologie più recenti, come la dermatoscopia a fluorescenza indotta da raggi ultravioletti, integrano sorgenti UV nei dermatoscopi per fornire immagini più precise. Questi progressi potrebbero ampliare il ruolo diagnostico della fluorescenza UV. Dispositivi come i dermatoscopi IBOOLO DE-3100 PRO , DE-4100 PRO e DE-500 sono dotati di funzionalità a luce UV, offrendo ai medici strumenti comodi e pratici per utilizzare questa tecnica negli esami di routine.
Inoltre, grazie all'utilizzo di lenti ottiche di alta qualità, le lesioni fungine appaiono più nitide e dettagliate se osservate attraverso la finestra del dermatoscopio. Infine, tutti i dermatoscopi IBOOLO possono essere collegati a uno smartphone, consentendo ai medici di acquisire e salvare immagini, una funzionalità assente nelle lampade di Wood.

Esistono altri usi insoliti per le lampade a legna?
Oltre alle sue principali applicazioni dermatologiche nella rilevazione di infezioni e alterazioni della pigmentazione, la lampada di Wood ha diversi altri usi meno noti. In oftalmologia, è comunemente utilizzata per visualizzare abrasioni corneali o corpi estranei. La fluoresceina, applicata sull'occhio, si accumula nelle aree di danno epiteliale e, sotto la lampada di Wood, emette una fluorescenza verde, rendendo il danno chiaramente visibile.
La lampada può essere utilizzata anche in contesti investigativi e forensi non medici. Ad esempio, alcuni fluidi corporei (come sperma o urina) e fibre tessili sono fluorescenti alla luce UV, il che può essere utile nell'analisi della scena del crimine. In ambito clinico, è stata utilizzata per valutare la corretta applicazione di filtri solari topici (che sono fluorescenti) o per rilevare residui di farmaci topici invisibili che potrebbero interferire con altri test diagnostici.